Citazione: Profeta
D'altronde, non ci siamo più abituati da qualche decina di migliaia di anni. In ogni modo, non penso sia proprio possibile una società in armonia con l'ambiente. Possiamo ridurre l'impatto enormemente rispetto a ora, guadagnandoci alla fine tutti, ma in armonia non penso sia possibile. A meno che non si voglia essere in 100k in tutto il mondo e non si vada di caccia e raccolta, migrando anno dopo anno senza usare strumenti di metallo.
Allora, quella che abbiamo abbandonato da quando siamo sapiens-sapiens, da ancor più di qualche decina di migliaia di anni, è la società naturale. Con lo sviluppo del nostro intelletto l'abbiamo gradualmente sostituita con una società culturale, e non si può tornare indietro.
Come non possiamo pensare di tornare indietro alle forme più primitive della società culturale, su questo c'è poco da dire.
Tuttavia secondo me non possiamo evitare porci la questione di una società culturale in armonia con l'ambiente. In termini radicali, non semplicemente di riduzione del danno.
Non è che c'è da spingersi alla preistoria, limitiamoci a ripercorre il nostro passato più prossimo, diciamo dalle rivoluzioni industriali ad ora.
Siamo passati in tre secoli scarsi da una società non naturale in un ambiente comunque naturale, ad una che per una grande parte vive in un mondo completamente artificiale.
Secondo me c'è un deficit di storicizzazione nella percezione di questo fenomeno... bisogna provare a porsi in quest'ottica, perlomeno nei princìpi.
Partendo da cose veramente terra terra... che so, pensa di prendere un maiale: lo dai ad una famiglia del settecento, e quelli san subito cosa farne per camparci un inverno e non sprecarne neanche un orecchio. Dallo ad una famiglia di oggi, e nove su dieci non sanno neanche come ammazzarlo.
Non so se mi sono spiegato, secondo me bisogna ripartire dal semplice, almeno provare a pensarlo.
Da cui la questione su che ci facciamo con tutta questa energia.
Semplicemente, alimentiamo incessantemente un mondo artificiale costruito su basi culturali, in espansione continua da tre secoli.
Saranno trent'anni almeno che la società capitalista ha preso coscienza del problema dell'ecologia, eppure se ci si guarda intorno e si ricorda il passato, non può non saltare all'occhio la pressione espansiva dell'artificiale.
Ci stiamo letteralmente riempiendo di cose. E viviamo questa situazione come se si trattasse di un evento naturale, mentre invece è un effetto culturale.
Dal modo di fare la spesa, il packaging degli alimenti, il monodose, i vestiti con tessuti che durano sei mesi, l'elettronica di consumo, l'editoria, l'interior design......... dico oh, guardiamoci intorno e facciamo du' conti.
Si fa un bel parlare di risparmio elettrico, lampadine a basso consumo, il pannellino solare per l'acqua calda... poi in una casa qualsiasi fra computer, portatile, console, lcd, home theater, sky... ci sono alimentatori per un migliaio di watt, sei chili di plastica, pcb e metalli rari. Per cosa?