Citazione: maurizio
Che ostilità...
ma che ostilità ... puntualizzavo ... certo c'era anche una nota sottintesa relativa al parassitismo.
Citazione: maurizio
Perchè non rispondi invece alle domande che ho fatto più su?
riposto quello che ho scritto ieri nell'altro 3d perché mi pare di aver detto delle cose relative ai tuoi interrogativi.
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Andrebbe fatta un'analisi anche su come, negli anni '90 la politica istituzionale ha trattato la galassia dei centri sociali.
Troppe volte si è assistito a tentativi di delegittimazione di esperienze autogestite con la scusa di essere fucina di aspiranti terroristi. La vicenda (emblematica) del Leoncavallo ha riempito pagine di cronaca giudiziaria spostando l'attenzione da quelle che erano le vere peculiarità di quella originalissima esperienza.
Va dato merito a chi ha resistito e lottato per difendere quello spazio di libertà, il quale ancora oggi vive e produce cultura non omologata e politica in senso orizzontale non tralasciando il confronto con le istituzioni.
Laddove la discriminazione tesa alla chiusura (non solo degli spazi ma anche "mentale") ha avuto successo si è prodotto uno scarto involutivo che ha generato pressapochismo e confusione in chi ha cercato di reinventare forme di autogestione.
Ancora oggi quella dinamica innescata da una socialità "altra" attraverso l'esperienza dei CSA sa produrre cose interessanti e importanti in molte realtà. In altre invece si assiste ad uno sfaldamento del processo aggregativo in forme di pseudoanarchia.
Per capire cosa sono stati, sono e in qualche caso sono diventati i Centri Sociali, bisognerebbe fare uno sforzo di analisi complessiva, storica culturale e politica, tralasciando le proprie esperienze personali, solo così si può capire la ferita inferta ai compagni (io li chiamo così) di Trento.
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ridetto questo mi pare evidente che la questione vada posta su un piano diverso da quello che tu proponi: non si tratta di aggettivizzare alcunché ma di comprendere attraverso la storia... marxianamente parlando.