Citazione: squarz
inoltre bisogna anche fare un po' di autocoscienza.
prendere in giro il vaticano certo non ti facilita la carriera, ci sono numerosi autori bersagliati e anche di recente.
certo non gli han bruciato la macchina e minacciato la sua "razza" ma quando si prende in giro la fede (o qualcosa in cui si crede davvero in maniera irrazionale) questo è il rischio che si ci prende.
dico irrazionale ma per non offendere nessuno meglio corrreggere con pre-razionale.
è ovvio che con persone il cui attaccamento a cose pre-razionali non si discute. c'è poco da fare.
siano queste cattoliche (violenze ai medici abortisti ce ne sono tuttora oggi), islamiche, ultrà o qualsiasi cosa che non passano dai circuiti della logica e razionalità, ma dai circuiti della spiritualità e fede.
da un'altra parte leggevo un intervento di un utente che diceva più o meno "chi non ha fede non può capire quanto siano cose che facciano male queste".
certo. non si può capire per chi ragiona in maniera differente.
e il mondo islamico ha una coscienza pre-razionale differente dalla nostra, c'è poco da fare.
Questo, Lorenzo, è puro pregiudizio antireligioso. Metti insieme una serie di comportamenti genericamente "irrazionali" (ci sarebbero modi migliori per classificarli), legandoli arbitrariamente alla "spiritualità" e ignorando il fatto che si ritrovano altrettanto facilmente abbinati all'ateismo o a ideologie materialiste di vario genere.
Tanto per fare un esempio, qualche tempo fa ascoltavo un conoscente (ateo e de sinistra) parlare dell'aggressione a Borghezio da parte di giovani no global (presumibilmente a loro volta mossi da un'ideologia antireligiosa). Questa persona sosteneva che si fosse trattato di un'impresa meritoria, che se avesse potuto l'avrebbe fatto anche lui, e poi via in un'escalation di violenza. Ho provato a dirgli "ma non è sbagliato rispondergli con la violenza?", ma insisteva; gli ho detto "finché si parla è un conto, ma spero non ti capiti di fare veramente una cosa del genere", e per risposta si è messo a farmi la top five delle persone che se vedesse per strada investirebbe con la macchina, passando più volte sul cadavere (particolare interessante, la lista comprendeva Ruini ma non Berlusconi). Alla fine non ho potuto fare altro che annuire e lasciar perdere.
Situazioni simili si possono ritrovare a livello collettivo oltre che individuale. Il ruolo di minoranza "pericolosa" da tenere buona che oggi hanno gli islamici in molti paesi europei (e nel mondo), da noi era (e in parte, specie a livello locale, è ancora) svolto dall'ala radicale dei comunisti. Chi non ricorda le violenze (a livello base) e la censura (a livello culturale) verso chi, per esempio, dopo aver visitato il "paradiso dei lavoratori" di turno fosse tornato in Italia a raccontare una verità non conforme alla linea ufficiale? Sono cose che in certe università italiane, anche rinomate, sopravvivono ancora nel 2006; vedi, ad esempio, i ripetuti casi di docenti o testimoni ebrei a cui è stato impedito di tenere lezioni o conferenze.
Sia chiaro: il punto non è, come hanno fatto altri, rispondere "ma anche voi!"; semplicemente voglio far notare che il presunto legame fra religiosità e intolleranza/irrazionalità/violenza etc. è ai giorni nostri semplicemente insostenibile, per l'enorme quantità di esempi, nella storia e nella cronaca, di A senza B e di B senza A. Se è vero che il mondo islamico non ha avuto l'illuminismo, è altrettanto sconfortante vedere quanti nel mondo occidentale rimangano incapace di un'elaborazione che vada al di là di certe primitive polemiche obsolete ormai da secoli.