copio un articolo interessante. mi son permesso di grassettare alcuni passaggi.
Linfluenza è una cosa seria e va trattata seriamente
di Sabina Morandi
Il virus H5N1 fa paura perché è il ceppo della Spagnola, che nel 1918-19 fece 40 milioni di morti. LEuropa era devastata dalla guerra e il resto del mondo era alle prese con decenni di carestie. Ma oggi lo spauracchio di una pandemia è fuori luogo
Un bravo virus è quello che riesce ad approfittare del passaggio senza fare troppi danni, magari riuscendo perfino a costruire una sorta di simbiosi della quale lospite non è consapevole come, ad esempio, gli herpes-virus. Non è un caso che i virus più diffusi, come quelli influenzali, siano anche i meno letali mentre quelli davvero feroci, come Ebola, restino fatalmente circoscritti ad alcune aree.
Lunica arma del virus è quindi la mutazione che, in alcune famiglie virali, viene velocizzata attraverso un transito fra più specie. E il caso del plasmodio che passa allegramente dalla zanzara allessere umano ed è anche il caso dei ceppi influenzali che utilizzano come serbatoi maiali, uccelli ed esseri umani. Da quando vennero inventate lagricoltura e lallevamento, circa 14 mila anni fa, gli umani impararono a loro spese che il contatto con gli animali dava sì la possibilità di avere proteine sempre sottomano ma favoriva anche le malattie - motivo per cui i nativi americani, che non avevano grandi animali da allevare, erano del tutto privi di anticorpi per le malattie degli europei. Da quando gli allevamenti sono diventati intensivi, la normale selezione che ha consentito agli animali e ai nostri avi di sviluppare un certo grado dimmunità non esiste più: gli animali allevati sono sempre più uniformi geneticamente e quindi sempre più fragili, mentre i vari ceppi batterici e virali si sono rafforzati fino a diventare endemici. La famosa influenza dei polli - così come la peste suina, anchessa imparentata con linfluenza umana - è diventata endemica da più di ventanni, e gli allevatori lottano strenuamente contro questa e altre malattie a colpi di farmaci sempre più elaborati. Da anni gli animali selvatici vengono falcidiati dalle patologie resistenti uscite dagli allevamenti industriali: unaltra catastrofe planetaria che conoscono bene i naturalisti, ma della quale in genere non sinteressa quasi nessuno.
Anche i virus responsabili delle ricorrenti influenze umane mutano, altrimenti non potrebbero infettare gli stessi pazienti anno dopo anno - anche se è esperienza comune che una brutta influenza conferisca una certa dose di immunità per qualche anno a venire. Ogni tanto, passando per polli, i virus influenzali azzeccano la variante più cattiva (ma, come abbiamo visto, non conviene nemmeno a loro diventare troppo letali) e ammazzano più persone del solito: gente con un sistema immunitario debole o che non ha la fortuna di avere a disposizione gli antibiotici per difendersi dai batteri opportunisti che approfittano della strada aperta dal virus. Il famoso H5N1 fa paura perché è il ceppo della famosa Spagnola, linfluenza che nel 1918-19 fece fuori quaranta milioni di persone. Allora, però, non cerano gli antibiotici per le malattie opportuniste e, se è per questo, nemmeno un granché da mangiare, con lEuropa devastata da quattro anni di guerra e il resto del mondo alle prese con decenni di carestie (gli Olocausti tardo-vittoriani di cui scrive Mike Davis). Infatti, quando in seguito altri ceppi virali targati H5N1 hanno fatto il salto di specie trasformandosi da infezione esclusivamente avicola a malattia umana, le conseguenze non sono state assolutamente così devastanti. Invece delle circa 700 mila persone che, nel mondo, muoiono ogni anno per le normali influenze, nel 1957 lAsiatica fece fuori quattro milioni di persone e due milioni nel 1968, altra data storica per H5N1. Per ridimensionare queste cifre basti ricordare che nel 2005 ben 11 milioni di bambini sotto i cinque anni sono morti di malattie trattabili come bronchiti, infezioni alimentari e via dicendo. Qualcuno avrà serbato un ricordo bruttino dellinverno del 68 ma nessuno, allora, pensò di evocare lo spettro della pandemia semplicemente perché non era stato ancora sintetizzato un farmaco in grado di approfittare del mercato della paura alimentato da media poco competenti e molto co-interessati. E adesso che la gente è stata cotta a puntino da mesi di puro terrorismo, è difficile richiudere le porte della proverbiale stalla come cercano di fare gli apprendisti stregoni che ci governano.
E quindi poco probabile che, a parte il settore zootecnico, laviaria provochi altre vittime: il salto di specie è sempre possibile ma, almeno dalle nostre parti, non può provocare i risultati devastanti che ci sono stati prospettati in questi mesi come del resto non li sta provocando in Asia, dove i bambini continuano a venire falcidiati dalla diarrea. A pensarci bene è davvero singolare che una creatura che ha disseminato di armi atomiche lintero pianeta, che convive con i tumori provocati da unoverdose chimica e che è disposta, ogni giorno, a correre il rischio di schiantarsi contro un palo viaggiando ad alta velocità (le vittime globali dellaviaria equivalgono a quelle di un tranquillo weekend estivo in Italia), sia così terrorizzata da una malattia che ancora non si è manifestata e che, per ora, sta uccidendo soltanto qualche uccello selvatico. Miracoli della propaganda. |