attensione alle telefunate
copio da un articolo da "la provincia", quotidiano cremonese che copre anche la mia zona mantuana
ho tagliato il finale sulle autorità interessate
«Truffa a Tiscali»: sede casalese
di Marco Bazzani VICOBELLIGNANO (Casalmaggiore) Era nel capoluogo casalasco uno dei covi di una organizzazione che la Polizia Postale ritiene aver portato a termine una maxi-truffa ai danni di Renato Soru, vale a dire mister Tiscali. Il centro servizi con sede legale a Vicobellignano, al numero 9 di via Galli avrebbe stipulato allinsaputa degli utenti almeno 5mila e 500 contratti fasulli con Tiscali. Ma quella è solo una parte della mole, che potrebbe essere molto più pesante, della truffa messa a segno da due mantovani. Ufficialmente D.R., 38 anni, di Mantova, è assicuratore, mentre M.P. 40enne di Castel Goffredo, risulta artigiano. Insieme erano titolari dellufficio di Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore, da cui partiva la truffa che è stata scoperta dalle Polizie postali di Mantova e di Cagliari. Come era organizzata la truffa? In modo neppure molto complicato. I due, con altri cinque soci, tre di Caltanisetta, uno di Como e uno di Macerata, riuscivano a intascare da Tiscali le provvigioni per la stipula di contratti di abbonamento che in realtà nessuno aveva firmato. Tutti e sette sono stati denunciati per truffa e sostituzione di persona. Nel corso dellindagine, che si è conclusa nel fine settimana, sono state compiute diverse perquisizioni. Sia nelle abitazioni dei due mantovani, che nellufficio dellassicurazione presso cui lavora D.R., che nellufficio di via Galli 9, a Vicobellignano, gli agenti della postale hanno trovato centinaia di contratti falsi, con cui la banda aveva truffato la società Tiscali. Linchiesta è partita dalla denuncia della società di telefonia alla polizia postale di Cagliari: a Tiscali, infatti, continuavano ad arrivare telefonate di lamentele di clienti che si erano visti recapitare a casa i bollettini per il versamento della cifra di un abbonamento a Tiscali che non avevano mai sottoscritto. Parecchi avevano detto agli operatori della società sarda di aver ricevuto proposte telefoniche, che loro avevano declinato. Questo era il trucco: i truffatori, che avevano lappalto da Tiscali per vendere gli abbonamenti, servendosi anche di un call center a Desenzano e di altri uffici satellite, proponevano il servizio ai potenziali clienti. Davanti al rifiuto, con i dati della persona contattata ottenuti con un questionario, compilavano il modulo del contratto per linstallazione dellAdsl e della linea telefonica, che poi spedivano a Tiscali. Il sistema di pagamento era sempre il bollettino postale. I due mantovani, così, intanto incassavano le provvigioni dalla società, che giravano a loro volta agli altri cinque soci, tra cui il titolare del call center di Desenzano. Il bel giocattolo si è rotto quando la mole delle telefonate di protesta a Tiscali ha fatto sì che i responsabili della società si insospettissero e sporgessero denuncia... |