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C'ho da ddire 'na cossa mia brumbrum ★ / C'ho da ddire 'na cossa mia /  

Buiade intorno al fuoco

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Rosetta
cambio paggina 

#1 | Postato: 3 Mag 2007 16:13 
Allora va bene sto titolo, Zeit l'ha proposto e a Mau piace.
Secondo me sarà smerdato lo stesso, ma tanto non c'era scampo.

Qui ci vanno i racconti personali di fatti che hanno contato qualcosa nella vita di tutti.
Gli avvenimenti della memoria collettiva visti e raccontati attraverso esperienze dirette, anche marginali

Rosetta
cambio paggina 

#2 | Postato: 3 Mag 2007 16:13 
Nel 66 o 67, mi sembra, avevo vicini di casa, ai castelli, il chitarrista e il bassista dei Crash, quelli che diventarono poi il Banco del Mutuo Soccorso poi semplicemente Banco.
I due fratelli genovesi abbandonarono, insieme al cantante velletrano, prima dell'evoluzione, rimasero solo i fratelli Gianni e Vito Nocenzi di Marino.
Ma nel frattempo mi sono goduto parecchia della loro musica, soprattutto nelle serate estive sul litorale romano.
Era un gran divertimento, io mi aggregavo come fonico (in realtà davo una mano nel montaggio e collegavo pedaliere e Marshall con i jek ecc), le serate finivano regolarmente nel bagnetto nudi sulla spiaggia o a fare la guardia a qualcuno del gruppo che si riusciva a infilare nel letto di qualche grupie nella casa di vacanze al mare.
Una volta portammo in ospedale ad Albano uno che era saltato dal primo piano perché il padre della ragazza aveva sentito rumori e non l'aveva presa bene.

Annunciarono il concerto di Jimi Hendrix al Brancaccio di via Merulana, un cinema-teatro con capienza abbastanza ridotta, ma allora quella musica non aveva un pubblico immenso.

Rimediati, dopo svendita di qualche oggetto e rastrellamenti delle finanze personali, i soldi per la benzina, sigarette e prezzo del biglietto, siam partiti.

Gli spettacoli erano quattro in due giorni, pomeriggio e sera, divisi in due tempi, con un intervallo in cui si esibivano Luciana Turina e Lucio Dalla.
Visto il primo serale, siamo rimasti così incredibilmente colpiti dalla grandezza, dal vivo era tutta un'altra cosa, di Hendrix che siamo stati anche ai due spettacoli del giorno dopo.

La grandezza di Jimi Hendrix raggiunse momenti inarrivabili, arrivava strafatto e in estasi e cominciava a suonare costruendo la scaletta a braccio, dopo pochi minuti tutti erano coinvolti e presi dalla musica, più fatti ancora di lui, dall'emozione.
Da notare che, all'epoca non esistevano impianti di riproduzione in grado di rendere la musica come l'ascoltiamo adesso,
Assistere ad un concerto e ascoltare il suono vero della voce e degli strumenti era qualcosa di straordinario.

Alla fine del secondo giorno nel primo tempo ruppe coi denti tutte le corde della chitarra e cominciò a suonare con una sola corda (con la sinistra, era mancino) tirando fuori dei suoni mai ascoltati.
Suonò una compilation di vari motivi, compreso l'inno americano, fottendo la chitarra.

Straordinario, come fu straordinario Lucio Dalla quando, nell'intervallo, rifece la performance di Hendrix rifacendo i suoni della sua chitarra monocorde con la sua voce

zeitblom
zitella 


#3 | Postato: 3 Mag 2007 16:17 
marò.

grande teschio. che invidia casso.

Xadhoomx
Anonimo scassaminchia 

#4 | Postato: 3 Mag 2007 16:29 
Toh..casso...vedi...io ste cose le vorrei sentire in riva la mare..sotto degli ulivi con un bicchiere di madera in mano.

zazaz
bi-babbo 


#5 | Postato: 3 Mag 2007 18:11 
Uau! questo è un bel tredde. E quella di nonno rosetta è una bella storia.
:-)

Rosetta
cambio paggina 

#6 | Postato: 3 Mag 2007 18:16 
Citazione: zazaz
nonno rosetta

Nonno un cazzo, chi ha fatto e continua fare 'ste cose, ha sempre vent'anni.

Continua a fare... Magari con un po' di fiatone...

zazaz
bi-babbo 


#7 | Postato: 3 Mag 2007 18:19 
LOL!
Giusto, ragazzo, giusto!

soma
Latte+ 


#8 | Postato: 3 Mag 2007 22:36 
sotto casa c'ho l'ambasciata messicana, ogni tanto organizzano fieste all'aperto in cortile con trombe danze, tequile etc. non mi hanno mai invitato ma dalla finestra li osservo con simpatia di solito. oggi son tornato a casa quasi alle 10 stanco morto e aanche domani mi alzo presto

speriamo diluvi

lucaraf
8----> 


#9 | Postato: 4 Mag 2007 00:09 
Citazione: soma
non mi hanno mai invitato


'stardi!

zeitblom
zitella 


#10 | Postato: 25 Set 2007 14:42 
non so se sia il 3dde giusto, ma scaipando con lorecchia mi son tornati alla mente i miei inverni da bimbo campagnolo.. diciamo tra i 7 e 14/15 anni..

mia madre faceva la maestra e mio padre il prof, avevamo da poco sistemato la casa e una gran parte dei loro stipendi se ne andava per pagare il mutuo.. n'somma, non navigavamo proprio nell'oro, ecco. allora non me ne rendevo conto, perchè non m'è mai mancato nulla di ciò che mi sembrava importante (ho sempre avuto da mangiare e da vestire, insomma.. e qualche giocattolo nelle grandi occasioni tipo natale e compleanno).

tra i vari modi di economizzare c'era anche quello della caldaia a legna invece che a gasolio.. usavamo il gasolio solo in casi eccezionali. il problema della caldaia a legna è (o meglio, era) che non puoi farla partire ad una certa ora del mattino per scaldare a dovere le camere e l'acqua, quindi ci svegliavamo al freddo e ci lavavamo con l'acqua fredda. mi ricordo che mettevo i vestiti sotto le coperte quando mia mamma veniva a chiamarmi per andare a scuola, così si scaldavano un po'.

non so se sia per quello, ma io mi ricordo inverni molto più freddi e molto più nevosi.. mi ricordo nevicate di un metro e neve che cadeva a dicembre e rimaneva fino a febbraio.. mi ricordo che mia sorella prendeva la neve dal tetto del magazzino/garage di mio zio che stava di fianco a casa e poi ci facevamo la granita col limone..

quando nevicava andavamo tutti a scuola coi moon boot (urendi!) e la scala che saliva alla mia classe non era coperta, così bisognava stare attenti a non scivolare (e qualcuno scivolava sempre) poi arrivati in classe ci levavamo i moon boot e li mettevamo dietro la lavagna.. ziocan che tanfo!

ehe.. sembran storie da libro cuore, ma per me era tutto così normale.. non mi sentivo nè sfigato, nè privato di qualcosa nè altro.. quelle che mi ricordo quando penso alla mia infanzia sono quasi tutte belle cose (a parte quella vecchia bagasciona della mia maestra che ci menava con la canna di bambù e ci tirava le orecchie), di certo non mi viene in mente ciò che non avevo o non potevo avere, anche perchè nessuno badava a come eri vestito o a che giocattoli avevi o cose del genere..

non è che essere sfottuti perchè sei basso o non giochi granchè a calcio sia divertente, ma mi sembra meno crudele di essere esclusi ed emarginati perchè i tuoi genitori non hanno abbastanza soldi per comprarti lo zaino di dragonball o i jeans firmati..

boh, rilievi sociologici della domenica a parte devo dire che mi fa sorridere pensare a come e dove sono cresciuto, è divertente.

marselo
BGB 


#11 | Postato: 25 Set 2007 15:08 
Citazione: zeitblom
canna di bambù

ma era grande sta canna?ci passeggiava per l aula a mo di bastone e ve la dava sulla schiena?

zeitblom
zitella 


#12 | Postato: 25 Set 2007 15:08 
naa, era piccola.. la usava per indicare alla lavagna e sulla cartina.. ce la dava sulle dita.

michele
stupendo disoccupato 


#13 | Postato: 25 Set 2007 15:09 
era mejo un racconto.

zeitblom
zitella 


#14 | Postato: 25 Set 2007 15:16 
io un giorno o l'altro te meno a te.

ma forte eh?

maurizio
Non scherzo! 


#15 | Postato: 25 Set 2007 16:05 
Hahahahahahahaha. Zeit (ma per questa occasione sarebbe meglio chiamarti Ziet) bella storia di vita vissuta. BRAO!

zeitblom
zitella 


#16 | Postato: 25 Set 2007 16:21 
Citazione: maurizio
ma per questa occasione sarebbe meglio chiamarti Ziet


???????????????????????

questa non l'ho capita.

sara_bz
8----> 


#17 | Postato: 25 Set 2007 16:25 
zietta, ghei.

zeitblom
zitella 


#18 | Postato: 25 Set 2007 16:27 
aaaaaah, capì.

maurecchia sei un froscione. così, per sport. :D

grentis
8----> 


#19 | Postato: 25 Set 2007 17:45 
te con l'abominevole uomo delle nevi ci giocavi a rubamazzetto insomma...

zazaz
bi-babbo 


#20 | Postato: 25 Set 2007 18:01 
Brao zeit.
Mi hai fatto ripensare a quando ero boccia io...
Non era molto diverso da quello che hai scritto tu. A parte il fatto che mio padre non lo vedevo quasi mai (a causa del suo lavoro) e quando lo vedevo mi metteva in suggezione (leitmotiv della mia vita in epoca infantile/adolescenziale).

Profeta
<----8----> 


#21 | Postato: 16 Set 2008 21:14 
Rosetta:
Sono nato prima del frigorifero e della televisione

alex:
e poco prima della tavoletta di argilla

Rosetta:
Non esageriamo.

Quello era il mi' babbo...

Xadhoomx:
Rosetta è uno di quelli che d'inverno si svegliava con il bicchiere d'acqua, sul comodino, ghiacciato.

lucaraf:
e alla sera gli mettevano "il prete" nel letto.

p.s. onde a evitare equivoci il prete era una specie di contenitore in cui si mettevano le braci e serviva a scaldare il letto nella stagione invernale :-)

Profeta:
E con la mattina il vaso da notte pieno, prontamente scaricato in strada.

Profeta
<----8----> 


#22 | Postato: 16 Set 2008 21:14 
Xadhoomx:
d'inverno si svegliava con il bicchiere d'acqua, sul comodino, ghiacciato.

Rosetta:
Vero

lucaraf:
e alla sera gli mettevano "il prete" nel letto

Rosetta:
Anche questo

Profeta:
E con la mattina il vaso da notte pieno

Rosetta:
Questo, no.

Mio nonno era benestante e mio padre aveva un buon lavoro.
Ma al paese dove sono nato, la gente, con molta dignità, tutte le mattine portata i bisogni notturni alla turca dei pianerottoli o, in campagna, alla latrina.

Chiedete ai vostri nonni, se non erano ricchi o nobili, era la vita quotidiana.

Come la ghiacciaia, il lavatoio, la dispensa e la madia, il pane bisettimanale, il sapone in blocchi, il rasoio a mano libera, il latte crudo dal contadino o al mercato, il burro nell'acqua, la legnaia e il caminetto, l'illuminazione a gas, il bagno con l'acqua calda portata con le pentole.

E' la storia delle nostre case e delle nostre famiglie.
Non sta scritta nei libri, ma è stato il passaggio obbligato di generazioni prima delle nostre.

Fanno un po' sorridere, oggi.

Un po' meno, però, se si pensa all'inquinamento e alle pessime condizioni del nostro pianeta, alle malattie da stress e alle allergie, al cancro.

Forse ci abbiamo guadagnato in benessere di tipo generale, ma, secondo me, lo stiamo pagando un prezzo troppo alto

Profeta
<----8----> 


#23 | Postato: 16 Set 2008 21:15 
Xadhoomx:
Mia madre mi racconta:
L'essere nata in una stalla.
Le giornate che passavano senza orologio, i rintocchi del lontano campanile scandivano ogni ora. Pochi avevano un orologio da tasca e gli appuntamenti si davano sempre all'ora spaccata.
Giocare tra il mais.
Mio nonno materno era un commerciante di tessuti e con quello che si produceva in cascina si faceva una vita dignitosa, anzi persino benestante.
I carretti, con quelle facce familiari, passavano sempre lo stesso giorno della settimana. Pochi soldi, molto baratto: così si ponderava il valore di ogni bene.
Il bucato fatto in compagnia, ognuno con la propria pietra, il proprio blocco di sapone comprato a blocchi o fatto in casa.
Non c'erano le paure delle auto, dei semafori. Le paure erano i temporali(i fulmini uccidono ancora oggi però), della grandine che distruggeva mesi di lavoro in un pomeriggio, che i bambini cadessero nelle bialere(l'acqua di fianco alle strade) affogando.
La scala di casa era esterna e, salendo d'inverno, il vento spegneva la lampada. La stanza di mia madre nelle notti invernali aveva le pareti che brillavano: era il ghiaccio formatosi dalla condensa.
Il medico della zona aveva il cavallo più veloce di tutti, e quando arrivava era come vedere una Ferrari oggi.
Mia madre mi racconta di suo nonno che faceva un mestiere scomparso: il raccoglicapelli. Girava a piedi per vallate e vallate e comprava i capelli, poi tagliati, delle contadine. Li separava, puliva ed ordinava e quindi li portava fino a Cuneo dove venivano fatte parrucche per le signore di Torino.
Non si era mai visto un "moru", ma i cinesi c'erano già e riparavano le pentole come gli zingari, che all'epoca erano rispettati da tutti per la loro capacità di fabbri e stagnini. Avere la prima figlia a 21 anni.

Mio padre mi racconta:
Crescere senza madre. Sempre da parenti o in collegio.
Al mattino svegliarsi con il bicchiere di acqua ghiacciato. Il correre con l'erba più alta delle spalle. Il bagno sul balcone(anche a Torino). Il latte appena munto al mattino con il caffè ed il pane(è da 67 anni che fa colazione sempre e sempre con il caffè e latte). Gli ultimi rastrellamenti dei nazifascisti. L'odio verso gli inglesi che bombardarono ingiustamente il centro di Torino, facendo quasi perdere ogni avere alla sua famiglia. Il rumore delle fabbrichette con magli, presse, torni. Il mattarello sui piedi al mattino per farlo andare a lavorare. Vedere Torino che brucia sotto le bombe. Dormire in 8 bambini in un letto matrimoniale. Giocare con le figurine e vincerne sempre di più. Trovare proiettili inesplosi. Ricordare la periferia di Torino come immensi prati. Piazza Castello come rotonda con doppio senso di circolazione. Via Garibaldi con i tram.
Fare il militare con i residuati americani: Garand M1, scarponi chiodati. Dormire nella neve a 0°C come gli alpini veri, i comandanti che facevano i salti per come sparava bene. Le giornate in fureria dove ha imparato a fare libri paga e gestire moltissime persone e moltissimi dati in maniera organizzata ed efficiente.


Di prima battuta sembrano tutte cose semplici, ma spesso mi chiedo: io ne sarei capace? Sarei in grado di sostenere la vita così? Si sta davvero meglio ora?

Profeta
<----8----> 


#24 | Postato: 16 Set 2008 21:15 | Modificato da: Profeta 
Rosetta:
ma spesso mi chiedo: io ne sarei capace? Sarei in grado di sostenere la vita così? Si sta davvero meglio ora?

Rosetta:
E' una domanda che puoi permetterti di farti oggi.

Prova a farla a uno di quelli.
Ti guarderebbero strano, con la risposta che a sua volta è una domanda.

Perché, c'era forse scelta?


Comunque, Xad, complimenti.

Hai fatto una dsecrizione, tra l'agro e il poetico, ma molto vera.

Io, nonostante le battute di Alex, non ho vissuto tutte quelle cose, e la vita senza tv e frigo appartiene agli anni della scuola elementare.

Ma ne ho vissuti gli ultimi atti o ascoltato racconti di vita recente.

Devi avere un buon rapporto in famiglia, perché ti vengano trasmesse quelle impressioni

Profeta
<----8----> 


#25 | Postato: 16 Set 2008 21:17 
xad:
Dormire in 8 bambini in un letto matrimoniale

Profeta:
L'ho fatto pure io, ma eravamo in due in un letto singolo. Uno da ogni lato

xad:
Trovare proiettili inesplosi

Profeta:
Mio padre trovò una piccola bomba, per cui la portò ai carabinieri per evitare che altri si potessero fare male.
Avevano più paura i carabinieri di lui mi sa (paura dovuta alla coscienza del pericolo, ovvio).

prof:
Avevano più paura i carabinieri di lui mi sa

Rosetta:
Normale.

Gli ordigni, di qualsiasi tipo, soprattutto se residuati, non vanno mai rimossi, si lascia un segnale e si avvertono i cc, che poi mandano gli artificieri.

Tuo padre ha fatto una cosa pericolosissima.

Quelli non è che hanno avuto paura, come minimo erano terrorizzati

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