Stanotte ho fatto un sogno assurdo:
Vado al mare e una mia vecchia compagna di liceo mi invita a casa sua. Vado e ci trovo tutti, o quasi, i miei ex compagni.
La casa è bellissima, sembra disegnata da Gaudì ed ogni cosa sembra uscita da un catalogo di antiquariato. La casa sembra che sia sempre esistita, dalla notte dei tempi ed ogni cimelio è più antico dell'altro. È su un crinale di una montagna che si tuffa quasi in mare. L'erba è verdissima e finché non si arriva in spiaggia l'ambiente è continentale.
Mentre tutti sono nei saloni a festeggiare ed a ricordare i vecchi tempi, vista la libertà lasciata, girovago per la casa ed i suoi innumerevoli terrazzi, uno sfasato rispetto all'altro. Sembra incredibile come con pochi passi e poche stanze attraversate si arrivi ad un terrazzo lontanissimo e come sia impossibile tornare ai terrazzi precedenti. Camminando finisco in luogo diverso: è tutto circondato da questa erba altissima e verdissima con i fili che ondeggiano alla brezza marina. In questo muro d'erba c'è una parte più bassa, mi avvicino e scorgo un sentiero, ricoperto da questa erba, che va verso il basso. Lo intraprendo. Inizio a scendere lentamente perché è sempre più ripido. Inizio a scivolare sull'erbona umida. Non cado, ma anzi vengo accolto e trasportato da quest'erba. Mi lascio guidare, ma inizio a vedere dall'erba ossa e poi scheletri. Sembrano cavalli e poi sono umani. Alla fine mi trovo davanti una porta di legno, molto vecchia, l'apro ed entro. Mi ritrovo in struttura a cupola, fatta di pietra, anzi scavata nella pietra, con piccole finestre da cui entra luce. Ovunque ci sono crani umani, alcuni deformi con sembianze animalesche, altri ancora, enormi. Mi avvicino a quelli che sembrano più vecchi. Vicino ad ognuno di essi vi è una scritta. I crani più antichi hanno una scritta con lingua e caratteri sconosciuti, ma man mano che i crani sembrano più recenti diventa sempre più simile alla nostra scrittura. Mi rendo conto che non è un museo, ma un mausoleo, un tempio. Una tomba degli avi. Sento muovere, mi giro di scatto e vedo la madre della mia amica che mi guarda con sguardo ferino: mi vuole catturare. Non penso, fuggo, ma come prima è impossibile tornare da dove si è arrivati. Non trovo più la porta d'ingresso. Ovunque mi giro mi trovo una parete di vetro addosso. le pareti sono sempre più vicine. Vengo bloccatto dalle 4 pareti, oramai larghe come il mio corpo, che oramai formano una gabbia. Man mano si riempie di una gelatina trasprente e traslucida. In me si insinua il terrore di venire imbalsamato sul posto. La gelatina si indurisce e negli ultimi sprazzi di vita intravedo la mia amica con la madre che guardano verso di me con sguardo ferino.
Mi risveglio(nel sogno) in casa mia, al mare. Sono bagnato, ma anche ricoperto di una sostanza appicicaticcia.
Quindi mi risveglio realmente e sono un bagno di sudore.
Ma che cavolo di sogni faccio? |