Citazione: marcodal
criticassa
questo vale per scienze della comunicazione e affiliati quasi ovunque. i prof insegnano da cani, spesso parlano delle stesse 3 cagate tutti quanti (due nozioni di semiotica, qualcosa di linguistica, i più moderni e avanzati buttano lì deleuze, levy e qualche baggianata su de-costruzionismo e teoria ipertestuale), di nuovi media non sanno una mazza, quelli di marketing son gli scarti di economia, stesso discorso per informatica o per altre cose tipo statistica o estetica. qualche volta capita qualche buon sociologo, ma in media le lezioni migliori le fanno i laureandi o i neo-laureati..
questo perchè? semplicemente perchè una facoltà di "comunicazione" non ha nessun senso, intesa com'è intesa oggi, se non quello di aprire delle porte e lasciare lo spazio e il tempo di scegliere cosa e in che direzione approfondire una tematica immensa. a scidecom (et similia) la qualità della facoltà la fanno sì i prof, ma anche e soprattutto gli studenti. questa seconda cosa è ovviamente strettamente legata alla prima, ci mancherebbe, ma possono esserci i migliori professori del mondo, se però si beccano lo studentino perfettino che fa il compitino e legge i libri e si limita a ripetere le cose il livello del corso di laurea rimane basso.
io ho smesso di seguire il secondo anno perchè ho capito che era inutile e mi sono dato da fare per conoscere gente, partecipare a tutte le vaccate e i progetti strambi che uscivano fuori, tenere le antenne attive e studiare qualcosa in più rispetto a quello che c'era nei programmi d'esame. son uscito con 108, ma a differenza di tanti genietti che avevano tutti 30 e lode e son usciti con 110 e lode e cazzi e mazzi avevo un curriculum già discreto in più ambiti e ho trovato lavoro in 3 mesi..
ingegneria è roba ben diversa. lì bisogna seguire, e di brutto, altrimenti ti perdi. e a lezione, anche quelle noiose, si dicono cose importanti per andare avanti e passare gli esami. cosa che non succede in gran parte delle facoltà umanistiche.